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Errore medico gravidanza indesiderata, si deve risarcire

Un bambino è sempre una gioia o, almeno, lo è in teoria. Purtroppo però vi sono alcune condizioni in cui una gravidanza non voluta può davvero mettere in difficoltà i futuri genitori. Ma se la gravidanza arriva per un errore medico allora non si deve esitare a chiedere un risarcimento. Sono in tanti a non sapere che se il medico, il ginecologo, o il professionista medico sbaglia qualcosa e la sua paziente non può liberamente decidere se avere o meno il bambino, scatta la possibilità di richiesta di risarcimento danni da errore medico appunto.

Quando si può chiedere il risarcimento danni da gravidanza indesiderata

Un caso eclatante, per esempio, può essere un’errata diagnosi. Facciamo un esempio facile. Poniamo il caso che una donna abbia fatto il test di gravidanza, sia risultata positiva e in seguito abbia effettuato dei controlli presso il ginecologo. Questi fa l’ecografia alla donna e conferma la gravidanza, ma  non si accorge che i bambini sono due. La donna arriva al momento del parto convinta di avere un solo bambino e invece ne partorisce due. In tal caso, qualora volesse, potrebbe decidere di fare causa al medico.

Un altro esempio, ben più triste, è il caso in cui una donna scopra durante il corso della gravidanza che il bambino è malato, ma ormai è troppo tardi per scegliere d’interromperla poiché il medico ha fatto la diagnosi troppo tardi o non si è accorto di eventuali difetti del feto. Insomma, questi sono due casi limite, ma che esistono.

Cosa comporta questo tipo di errore medico

Secondo quanto sancisce l’art. 1176 co 2 c.c., una gravidanza indesiderata con inadempimento del medico curante genera sia quello che viene definito danno patrimoniale, sia un danno non patrimoniale, vediamo cosa significa. Nel caso del danno patrimoniale questo deve essere conseguenza diretta dell’inadempimento. Un esempio è il caso di una coppia che ha portato in giudizio il proprio medico in quanto questi aveva prescritto alla sua paziente un metodo contraccettivo che, evidentemente, non aveva funzionato come avrebbe dovuto cagionando così la gravidanza della donna. La coppia, in difficoltà sia economiche che a livello di rapporto, ha appunto chiesto un risarcimento per il danno subito.

Cosa dice la legge

L’art.1, legge 194/1978 sancisce  il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, diritto ribadito nell’art. 2 che 13 della nostra Costituzione. L’errore medico, ovvero il mancato adempimento degli obblighi a cui si è vincolato il professionista nel momento del contratto col suo paziente, che sappiamo essere il momento in cui accetta di prendersi carico della salute di tale paziente, comporta la lesione del diritto della stessa di decidere  liberamente, assieme al suo partner, se appunto avere una gravidanza o meno, quindi se mettere al mondo o meno una vita.

Ma se la paziente ha diritto ha un risarcimento del danno patrimoniale, e ha anche diritto al risarcimento di quello non patrimoniale, vale a dire il danno che ha cagionato la lesione dei diritti inviolabili della persona, cioè quelli riconosciuti dalla Costituzione.

A chi spetta il risarcimento?

A entrambi i genitori, a prescindere dal fatto che questi formino una coppia o meno. Una paternità non voluta, infatti, genera danno all’uomo così come una maternità non desiderata, un danno economico e, come già ribadito, una lesione dei diritti.

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