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Cosa fare in caso di ingorgo mammario? Tutti i rimedi

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Ingorgo mammario alla fine dell’allattamento: di che si tratta?

L’ingorgo mammario è una condizione che riguarda le donne che hanno partorito da poco e che è determinata da una sorta di sproporzione tra latte prodotto e latte di cui il neonato ha affettivamente bisogno. In altre parole, può succedere che la neo-mamma disponga di latte in eccesso, e che il bambino non si nutra di tutto il latte che lei produce. Così facendo (a meno che, come in passato, non si approfitti di questa condizione per allattare altri bambini che non possono beneficiare del latte materno a causa della scarsità di quello delle loro mamme) si determina una sorta di ingorgo, appunto, ovvero un ristagno del latte all’interno della mammella. L’ingorgo mammario di solito interessa entrambi i seni, ma a volte può riguardare un seno soltanto.

Ingorgo mammario: i sintomi

I sintomi di un ingorgo mammario in atto sono molteplici e per fortuna facilmente riconoscibili. Le mammelle di una donna che ha sviluppato questa condizione si presentano infatti innaturalmente tese e lucide, interessate da edemi di varia grandezza. Nei casi più gravi sono arrossate e causano dolore, soprattutto quando vengono toccate. La neo-mamma incontra inoltre notevoli difficoltà nel far uscire il capezzolo da porgere al neonato, nonché nel far uscire il latte; la conseguente suzione insufficiente non fa altro che peggiorare il problema. Non è raro che l’ingorgo mammario in corso sia accompagnato anche da qualche linea di febbre che insorge soprattutto nelle prime ventiquattro ore. A questa condizione potrebbe corrispondere anche un duraturo aumento della temperatura corporea che sta a indicare l’insorgere della mastite, una complicanza legata all’ingorgo mammario che consiste in un’infezione della ghiandola con relativo ascesso.

Ingorgo mammario: quali rimedi?

L’intervento tempestivo è fondamentale per fare in modo che l’ingorgo mammario non degeneri in mastite. Senza dubbio può essere opportuno chiedere l’aiuto di un’ostetrica, la quale praticherà manovre e massaggi in grado di favorire l’uscita naturale del latte affinché il neonato possa nutrirsene, ma anche anche al fine di svuotare semplicemente la mammella grazie a posizioni precise ed efficaci come quella detta “a rugby”. La mammella, infatti, va spremuta manualmente: si tratta di un’operazione dolorosa ma necessaria, perché se la situazione si dovesse aggravare porterebbe inevitabilmente alla totale cessazione della produzione di latte. Nei casi di dolore intenso, i medici di solito prescrivono dell’ibuprofene.

Ingorgo mammario: i rimedi naturali

Tra i rimedi naturali, si consiglia vivamente l’utilizzo di una borsa dell’acqua calda da posizionare sulle mammelle nella mezz’ora che precede l’allattamento. Così facendo, infatti, il capezzolo si ammorbidirà e il dolore risulterà alleviato. Successivamente si consiglia invece di riposare moltissimo e applicare del ghiaccio per lenire l’infiammazione.

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