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I metodi per calcolare il periodo fertile e rimanere incinta

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Avere rapporti sessuali frequenti, non è il metodo giusto per riuscire a concepire, anzi purtroppo, ciò non è garanzia che lo spermatozoo s’impianti nell’ovulo; questo perché esiste un periodo fertile, ben determinato in ogni donna, in cui le probabilità di rimanere incinte sono più alte, nel 90% dei casi.

Ma cosa è il periodo fertile?

Il periodo fertile è quel periodo, appunto, in cui è possibile concepire; la gravidanza è, tecnicamente,  possibile solo durante i cinque giorni prima dell’ovulazione fino al giorno in cui l’ovocita viene espulso dalle ovaie. Questi sei giorni sono il cosiddetto periodo fertile, nel ciclo di una donna, e riflettono all’incirca, la durata dello sperma attivo nell’utero (5 giorni) e la durata di vita di una cellula uovo (24 ore); quindi, se una donna ha rapporti sessuali, mirati ad un concepimento, sei o più giorni prima che ovuli, la possibilità che rimanga incinta è praticamente pari allo zero, se invece, ciò accade nei cinque giorni prima che avvenga l’ovulazione, le probabilità di gravidanza sono di circa il 10%.

In questo articolo verranno elencati tutti i metodi per il calcolo del periodo fertile e rimanere incinta. Vediamo quali sono.

  • MISURARE LA TEMPERATURA BASALE: la variazione data dall’aumento della temperatura dai 0,3 agli 0,5 gradi, rilevata utilizzando appositi strumenti per la misurazione, facilmente reperibili in farmacia, da inserire nella vagina, indica generalmente la fase ovulatoria; è preferibile, però, calcolare queste variazioni al mattino, dopo aver dormito per almeno 6 ore senza alcun problema.  Purtroppo, questo non risulta essere un metodo molto affidabile, infatti, una semplice influenza o un’alterazione del proprio sistema immunitario, potrebbe modificare la temperatura basale e, quindi, falsificare il risultato finale.
  • IL METODO OGINO-KNAUS: Nel 1920, Kyusaku Ogino, un ginecologo giapponese e Hermann Knaus, hanno scoperto che l’ovulazione avviene circa quattordici giorni prima del periodo mestruale e da ciò, è stato sviluppato un metodo di calcolo per favorire le percentuali di fecondazione. Inizialmente, questo metodo era utilizzato come metodo contraccettivo, proprio perchè il calcolo è in grado d’individuare i giorni più fertili da quelli in cui è quasi impossibile rimanere incinte: l’ovulazione, in un ciclo regolare di 28 giorni, avviene tra il 16° e il 12° giorno prima del ciclo mestruale; per cui, se la durata massima dello sperma è di circa 3 giorni, il periodo fertile è compreso tra il 19° e il 12° giorno che precede il prossimo ciclo mestruale e, quindi, tra il 10° al 17° giorno del ciclo.
  • IL METODO BILLINGS: con questo metodo, le donne devono prestare attenzione alla consistenza del muco cervicale, una sostanza protettiva prodotta dalla cervice; infatti, durante la fase ovulatoria, cambia la densità di questa secrezione naturale: se risulta più ricco, filamentoso e trasparente, le probabilità di concepimento sono più alte.
  • IL TEST DI OVULAZIONE: recentemente, sono stati messi in commercio i test d’ovulazione, metodi medico-sanitari più innovativi, tecnologici e con affidabilità molto più alta; questi test sono dotati di uno stick che deve essere immerso nella prima urina del mattino e, tramite, l’ausilio di un piccolo computerino elettronico o di misurazione dell’acidità basale, sono in grado di calcolare il proprio periodo fertile mediante la presenza di un ormone, l’estradiolo LH, rilevabile nel periodo dell’ovulazione, quando la percentuale di presenza nell’acido urico è molto alta.

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